Il nostro asilo nido

Il nostro asilo nido accoglie i bambini dai 3 ai 36 mesi, è un luogo protetto volto a favorire la crescita globale psico-fisica del bambino, offrendogli la possibilità di apprendere, sperimentare, conoscere e creare. Qui, il bambino può costruire legami affettivi significativi in un ambiente emotivamente rassicurante, pensato per lui.
I nostri principi metodologici:
Il nido opererà in linea con i seguenti principi metodologici:

  • Partecipazione delle famiglie alla vita e alla gestione del servizio. Considerando la famiglia di riferimento di ciascun bambino una risorsa significativa per cultura e competenze, riteniamo fondamentale portare a conoscenza delle famiglie il progetto educativo e le sue finalità, per rendere la partecipazione delle figure genitoriali viva e fattiva, sia nella pratica quotidiana di relazione che nella comunicazione con le educatrici. Il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie contribuisce a sostenere non soltanto la qualità del servizio ma accompagna e integra l’opera della famiglia in un rapporto costante di sinergia.
  • Integrazione e Inclusione. Accogliere bambini con bisogni educativi speciali, nei servizi educativi per la prima infanzia, esige da parte dell’adulto educatore, un impegno a creare le condizioni necessarie affinché il bambino diventi parte integrante del contesto educativo, assieme agli altri bambini e senza discriminazione alcuna: passare dal concetto di integrazione a quello di accoglienza dei bambini disabili significa promuovere un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento della soggettività e della personalità del soggetto disabile nella sua regolarità e unicità.
  • Progettualità educativa. Il progetto educativo del nido è finalizzato alla costruzione, nel bambino, dell’identità, dell’autonomia, e delle competenze: si definisce attraverso l’identificazione di obiettivi specifici, la programmazione dei percorsi educativi e degli aspetti organizzativi necessari per raggiungerli, l’osservazione dei processi di interazione e di apprendimento nei bambini, la loro documentazione, la verifica dei risultati ottenuti; la valutazione della qualità del contesto educativo realizzato.
  • Organizzazione dell’ambiente e degli spazi. Non c’è comunicazione né relazione senza un contesto; l’ambiente è il referente per ogni rapporto, che si colloca in un preciso quadro di conoscenze e di pre-informazioni, è un interlocutore educativo che con le sue opportunità, con i suoi spazi strutturati sollecita i bambini a esperienze di conoscenza, di gioco, di scoperta e di ricerca. “Applicare tali principi in campo educativo, soprattutto in relazione a bambini piccoli, significa principalmente strutturare consapevolmente uno sfondo che favorisce l’integrazione”. (Winnicott, 1976).
  • Il tempo. “Dare tempo” nel contesto del nido significa che l’adulto non entra mai in gioco “intrusivamente”, non interrompe sequenze interattive fra i bambini, piuttosto sa osservarli e capire quando è necessario intervenire. E’ un dare tempo al bambino e un prendersi tempo come educatore, come persona che può ascoltare, attendere, prestare attenzione ai ritmi naturali della crescita di un bambino. Uno spunto interessante anche per confronti futuri con le famiglie che spesso vivono tempi frenetici e rincorrono i loro bambini perché crescano subito

Le attività educative:

Le attività educative ben progettate e strutturate concorrono a realizzare un clima di accoglienza dell’ambiente educativo nei confronti di ogni bambino e dei loro genitori, in cui assumono particolare rilevanza i momenti del primo ingresso, gli scambi comunicativi armonici e costanti tra gli operatori, i genitori e i bambini; la conoscenza del progetto educativo e delle sue finalità; la trasmissione verticale (dall’adulto al bambino) e orizzontale delle conoscenze (tra bambini).

Le attività riguarderanno diversi contesti di esperienza: psicomotorie, grafico-pittoriche, di manipolazione e costruzione, di gioco di finzione e di assunzione di ruoli, di narrazione, al fine di favorire l’attivazione integrata di relazioni, affetti, competenze e conoscenze da parte dei bambini.

Una delle attività progettuali che caratterizza il progetto educativo della scuola è l’approccio alla lingua inglese, attraverso il metodo “comunicativo” di full immersion, con una educatrice dedicata e specializzata nella didattica nella lingua inglese per i bimbi di questa fascia di età. Inseriremo nella programmazione attività educative e di socializzazione utilizzando la lingua inglese, predisponendo i bambini all’ascolto di una lingua straniera e sensibilizzando così all’apprendimento della lingua inglese in modo semplice e naturale: l’apprendimento in questa fascia d’età è molto più spontaneo rispetto a quello di un adulto; la curiosità del bambino e il forte desiderio di comunicare facilitano il processo di sviluppo linguistico. Il nostro metodo non prevede momenti separati nella progettazione educativa proposta, ma attività previste nella prassi quotidiana.

Saranno organizzati anche diversi atelier sulla base dei campi di esperienze definiti a livello teorico-pratico dalla nostra programmazione pedagogica, di seguito indicati.

Atelier grafico pittorico: l’idea di un laboratorio grafico e manipolativo nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui il bambino possa liberamente esprimersi ed inventare attraverso forme comunicative che gli sono congeniali.

Atelier di cucina: lo scopo sarà quello di avvicinare i bambini al mondo della cucina e dell’alimentazione “mettendo le mani in pasta” e stimolando l’esecuzione di compiti precisi senza rinunciare ad un approccio ludico.

Atelier teatrale: nel delicato periodo della loro crescita è molto importante che i bambini ricevano differenti e numerosi stimoli per maturare una progressiva conoscenza dei diversi aspetti della realtà e che possano sperimentare in prima persona le loro risorse e i loro limiti.

Atelier alla Musica, al Suono e al Ritmo: Si proporranno momenti di laboratorio musicale finalizzati a un primo approccio con il suono e il ritmo, in una dinamica di apprezzamento della musica, al fine di avvicinare i bimbi, sin da piccoli, alla musica e farne pregustare la bellezza.

Atelier di riciclo: ha la finalità di stimolare la creatività del bambino attraverso l’espressione artistica; sviluppare manualità e senso artistico; capire l’importanza del riciclo e i suoi effetti benefici sull’ambiente, realizzando oggetti artistici basandosi sul concetto “da rifiuto a risorsa”. La scelta di usare materiali facilmente reperibili, la manipolazione della carta, l’assemblaggio di materiali di recupero vuol dare la possibilità di esplorare ed apprendere tecniche accessibili a tutti.

Laboratorio sulla Scatola Azzurra. Secondo le indicazioni metodologiche della dott.ssa Tonelli, questo laboratorio, ha come oggetto principale una scatola azzurra riempita di sabbia: richiama il colore del cielo, del mare, del fiume, del lago. Nella scatola il bambino può giocare a lungo con sabbia, acqua, terra, farina, conchiglie, sassi, rami, anche se si trova all’interno della propria scuola. Questo gioco mette in moto fortemente e spontaneamente la capacità di raccontare, esprimere il proprio mondo interiore, la propria creatività, il proprio immaginario: anche i bambini più timidi e taciturni riescono ad esprimere il loro vissuto. Il gioco promosso dalla “scatola azzurra” mette in moto fortemente e naturalmente la capacità di raccontare, di esprimere il mondo interiore, la propria creatività, il proprio immaginario, la predisposizione all’ascolto e alla cooperazione, rinforza l’autostima e la fiducia in sé.

Laboratorio di psicomotricità: l’attività psicomotoria spontanea stimola l’espressività dei bambini che vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni, ed è proprio nell’azione del bambino che si articolano tutta la sua affettività, tutti i suoi desideri, ma anche tutte le sue possibilità di comunicazione e di concettualizzazione. L’espressività psicomotoria è quindi il modo d’essere unico ed originale del bambino, che include: la sensorialità, l’affettività, la vita immaginaria, la tonicità della motricità, lo sviluppo intellettivo del bambino, quindi il bambino nel suo complesso. Il movimento è, quindi, la via principale con cui il bambino costruisce se stesso e lo fa con interesse, piacere ed energia. Inoltre, per concludere, aiuta a conquistare padronanza del proprio corpo ad acquisire e perfezionare gli schemi dinamici e posturali di base (camminare, correre, saltare, lanciare), perfeziona la coordinazione dei movimenti, impara a rispettare semplici regole e a relazionarsi agli altri.

Laboratorio del “Gioco euristico”. Il Gioco Euristico o gioco di scoperta (dal verbo greco Eurisko: conosco, scopro) è una attività di esplorazione e di ricerca, in cui i bambini possono sperimentare o scoprire il ‘senso’ e il significato degli oggetti e dei materiali naturali e non, messi a disposizione dagli adulti/educatori, in modo autonomo e libero da traguardi di riferimento. Si tratta di una situazione di gioco che permette la conquista di competenze sociali attraverso il confronto e l’elaborazione dei conflitti, la cooperazione per l’uso e la gestione dei materiali. Facilita la maturazione dell’identità e dell’autonomia aumentando i tempi di concentrazione e la capacità di ‘stare’ dentro un’occasione di gioco. L’educatrice del gruppo accompagna il piccolo gruppo di bambini nello spazio per l’Euristico e lascia che si muovano in autonomia tra gli oggetti che ha preparato e predisposto prima del loro arrivo.

Il cestino dei tesori: ideato dall’educatrice e pedagogista Elinor Goldshmied, è un’attività da proporre a bambini a partire dai 6 mesi di età o, comunque, da quando riescono a stare seduti da soli, ma ancora non sanno camminare; la caratteristica del cestino è quella di contenere oggetti naturali e di uso quotidiano diversi, la cui manipolazione aiuta il bimbo a sviluppare l’abilità all’uso delle mani nella prensione e la sensibilità al contatto con materiali percettivamente diversi.

Attività di manipolazione. Grande importanza nella progettazione educativa ha l’attività di manipolazione. Fin dai primi momenti di vita, infatti, il bambino cerca il contatto verso gli altri e gli oggetti dell’ambiente circostante attraverso le mani. Il termine manipolazione, infatti, viene usato nell’infanzia per descrivere quelle attività che permettono al bambino di esplorare e scoprire i diversi materiali attraverso le mani. Possiamo notare, infatti, che intorno ai due o tre mesi sanno afferrare il dito dell’adulto; a cinque mesi sono capaci di scuotere un sonaglio, intorno ai sei-sette mesi stropicciano un foglio di carta usando entrambe le mani. Intorno all’anno di vita la forza aumenta, il bambino è capace di aprire e chiudere un cassetto o un mobile, svuotarlo e riempirlo. La manipolazione è un importante step educativo volto a sviluppare, a raffinare e a controllare a livello cognitivo le abilità sensoriali: manipolare i diversi materiali provoca piacere e soddisfazione, connubio nel quale il bambino sfoga la propria immaginazione e la propria creatività.

Laboratorio dell’Orto didattico: per accompagnare i bambini nella magica avventura del giardinaggio: impareremo a coltivare i fiori, piante e a creare insieme un piccolo orto. Il fare, l’agire e l’interagire con elementi naturali stimola l’interesse e la motivazione all’apprendere dei bambini. Gli obiettivi che si vogliono sviluppare sono: sviluppare/potenziare il senso di responsabilità; stimolare/potenziare lo spirito di collaborazione; stimolare al rispetto dei tempi biologici della natura; sviluppare/potenziare la capacità di osservazione; sviluppare/potenziare la capacità di operare manualmente.

Laboratorio dei Travasi. Quando giocano ai travasi, i bambini allenano la motricità fine, ovvero la competenza relativa ai movimenti della mano e del polso. Proprio per favorire tale progressività, i giochi di travaso vengono proposti al bambino in maniera propedeutica, attraverso l’inserimento di strumenti e di materiali che richiedono un grado crescente di precisione. Giocando “a travasare” i bambini compiono le loro prime esperienze sulla qualità degli oggetti (consistenza, volume, peso, rapporti di grandezze) e osservano come i materiali si comportano se messi in relazione. Inoltre, queste attività consentono ai più piccoli di abituarsi spontaneamente, senza costrizioni, alle situazioni pratiche della vita, come mangiare, versarsi da bere, perfezionando il controllo del movimento attraverso la sua ripetizione.

Infine…

In alcuni periodi dell’anno, in corrispondenza di particolari eventi, ricorrenze e/o tradizioni (castagnata, vendemmia, festa del Patrono) i genitori, in presenza con le educatrici, saranno chiamati a partecipare a dei laboratori grafico/pittorici con i propri figli.

 

 

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